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Le libere professioni non regolamentate in Gazzetta Ufficiale

Creato: Venerdì, 01 Febbraio 2013 Scritto da Paolo

E’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013 la Legge n. 4/2013 che disciplina le professioni non regolamentate. La legge permette ai professionisti di costituire associazioni professionali, con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

Per tutelare i consumatori, promuovere la conoscibilità e garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, è stata adottata la Legge 14 gennaio 2013, n.4 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22) che disciplina le professioni non regolamentate.

La legge in vigore dal 10 febbraio, coinvolge tutte quelle professioni non organizzate in ordini o collegi, definite come attività economiche anche organizzate, volte alla presatzione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitabile abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, che però non risultano riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi.

Sono escluse anche le professioni sanitarie e le attività e i mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio perché disciplinati da specifiche normative.

Un elenco delle associazioni professionali che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dalla nuova legge sarà pubblicato sul sito web del Ministero dello sviluppo economico.

L’elenco ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per approfondire le novità contenute nella nuova norma è consultabile la scheda illustrativa

LEGGE 14 gennaio 2013 , n. 4

Disposizioni in materia di professioni non organizzate. (13G00021)

(GU n.22 del 26-1-2013)

Vigente al: 26-1-2013

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

promulga

la seguente legge:

Art. 1

Oggetto e definizioni

1. La presente legge, in attuazione dell'art. 117, terzo comma,

della Costituzione e nel rispetto dei principi dell'Unione europea in

materia di concorrenza e di liberta' di circolazione, disciplina le

professioni non organizzate in ordini o collegi.

2. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata

in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende

l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla prestazione di

servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e

prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il

concorso di questo, con esclusione delle attivita' riservate per

legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'art. 2229

del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attivita' e

dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio

disciplinati da specifiche normative.

3. Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2

contraddistingue la propria attivita', in ogni documento e rapporto

scritto con il cliente, con l'espresso riferimento, quanto alla

discplina applicabile, agli estremi della presente legge.

L'inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra

professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del

codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,

n. 206, ed e' sanzionato ai sensi del medesimo codice.

4. L'esercizio della professione e' libero e fondato

sull'autonomia, sulle competenze e sull'indipendenza di giudizio

intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede,

dell'affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza,

dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi,

della responsabilita' del professionista.

5. La professione e' esercitata in forma individuale, in forma

associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro

dipendente.

Art. 2

Associazioni professionali

1. Coloro che esercitano la professione di cui all'art. 1, comma 2,

possono costituire associazioni a carattere professionale di natura

privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di

rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze

degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche,

agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle

regole sulla concorrenza.

2. Gli statuti e le clausole associative delle associazioni

professionali garantiscono la trasparenza delle attivita' e degli

assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati,

l'osservanza dei principi deontologici, nonche' una struttura

organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo

raggiungimento delle finalita' dell'associazione.

3. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso

specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti,

adottano un codice di condotta ai sensi dell'art. 27-bis del codice

del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,

vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono

le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni

del medesimo codice.

4. Le associazioni promuovono forme di garanzia a tutela

dell'utente, tra cui l'attivazione di uno sportello di riferimento

per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle

prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso

con i singoli professionisti, ai sensi dell'art. 27-ter del codice

del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,

nonche' ottenere informazioni relative all'attivita' professionale in

generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.

5. Alle associazioni sono vietati l'adozione e l'uso di

denominazioni professionali relative a professioni organizzate in

ordini o collegi.

6. Ai professionisti di cui all'art. 1, comma 2, anche se iscritti

alle associazioni di cui al presente articolo, non e' consentito

l'esercizio delle attivita' professionali riservate dalla legge a

specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il

possesso dei requisiti previsti dalla legge e l'iscrizione al

relativo albo professionale.

7. L'elenco delle associazioni professionali di cui al presente

articolo e delle forme aggregative di cui all'art. 3 che dichiarano,

con assunzione di responsabilita' dei rispettivi rappresentanti

legali, di essere in possesso dei requisiti ivi previsti e di

rispettare, per quanto applicabili, le prescrizioni di cui agli

articoli 5, 6 e 7 e' pubblicato dal Ministero dello sviluppo

economico nel proprio sito internet, unitamente agli elementi

concernenti le notizie comunicate al medesimo Ministero ai sensi

dell'art. 4, comma 1, della presente legge.

Art. 3

Forme aggregative delle associazioni

1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2, mantenendo la

propria autonomia, possono riunirsi in forme aggregative da esse

costituite come associazioni di natura privatistica.

2. Le forme aggregative rappresentano le associazioni aderenti e

agiscono in piena indipendenza e imparzialita'.

3. Le forme aggregative hanno funzioni di promozione e

qualificazione delle attivita' professionali che rappresentano,

nonche' di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse

connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi

politiche e istituzionali. Su mandato delle singole associazioni,

esse possono controllare l'operato delle medesime associazioni, ai

fini della verifica del rispetto e della congruita' degli standard

professionali e qualitativi dell'esercizio dell'attivita' e dei

codici di condotta definiti dalle stesse associazioni.

Art. 4

Pubblicita' delle associazioni professionali

1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2 e le forme

aggregative delle associazioni di cui all'art. 3 pubblicano nel

proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilita' per

il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza,

veridicita'. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad

utilizzare il riferimento all'iscrizione all'associazione quale

marchio o attestato di qualita' e di qualificazione professionale dei

propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente

legge, osservano anche le prescrizioni di cui all'art. 81 del decreto

legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

2. Il rappresentante legale dell'associazione professionale o della

forma aggregativa garantisce la correttezza delle informazioni

fornite nel sito web.

3. Le singole associazioni professionali possono promuovere la

costituzione di comitati di indirizzo e sorveglianza sui criteri di

valutazione e rilascio dei sistemi di qualificazione e competenza

professionali. Ai suddetti comitati partecipano, previo accordo tra

le parti, le associazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei

consumatori maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tutti

gli oneri per la costituzione e il funzionamento dei comitati sono

posti a carico delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.

Art. 5

Contenuti degli elementi informativi

1. Le associazioni professionali assicurano, per le finalita' e con

le modalita' di cui all'art. 4, comma 1, la piena conoscibilita' dei

seguenti elementi:

a) atto costitutivo e statuto;

b) precisa identificazione delle attivita' professionali cui

l'associazione si riferisce;

c) composizione degli organismi deliberativi e titolari delle

cariche sociali;

d) struttura organizzativa dell'associazione;

e) requisiti per la partecipazione all'associazione, con

particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle attivita'

professionali oggetto dell'associazione, all'obbligo degli

appartenenti di procedere all'aggiornamento professionale costante e

alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l'effettivo

assolvimento di tale obbligo e all'indicazione della quota da versare

per il conseguimento degli scopi statutari;

f) assenza di scopo di lucro.

2. Nei casi di cui all'art. 4, comma 1, secondo periodo, l'obbligo

di garantire la conoscibilita' e' esteso ai seguenti elementi:

a) il codice di condotta con la previsione di sanzioni graduate

in relazione alle violazioni poste in essere e l'organo preposto

all'adozione dei provvedimenti disciplinari dotato della necessaria

autonomia;

b) l'elenco degli iscritti, aggiornato annualmente;

c) le sedi dell'associazione sul territorio nazionale, in almeno

tre regioni;

d) la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla

formazione permanente degli associati, in forma diretta o indiretta;

e) l'eventuale possesso di un sistema certificato di qualita'

dell'associazione conforme alla norma UNI EN ISO 9001 per il settore

di competenza;

f) le garanzie attivate a tutela degli utenti, tra cui la

presenza, i recapiti e le modalita' di accesso allo sportello di cui

all'art. 2, comma 4.

Art. 6

Autoregolamentazione volontaria

1. La presente legge promuove l'autoregolamentazione volontaria e

la qualificazione dell'attivita' dei soggetti che esercitano le

professioni di cui all'art. 1, anche indipendentemente dall'adesione

degli stessi ad una delle associazioni di cui all'art. 2.

2. La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla

conformita' della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI

EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla

direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22

giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010.

3. I requisiti, le competenze, le modalita' di esercizio

dell'attivita' e le modalita' di comunicazione verso l'utente

individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono principi e

criteri generali che disciplinano l'esercizio autoregolamentato della

singola attivita' professionale e ne assicurano la qualificazione.

4. Il Ministero dello sviluppo economico promuove l'informazione

nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all'avvenuta

adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI

relativa alle attivita' professionali di cui all'art. 1.

Art. 7

Sistema di attestazione

1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza

del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali

possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie

verifiche, sotto la responsabilita' del proprio rappresentante

legale, un'attestazione relativa:

a) alla regolare iscrizione del professionista all'associazione;

b) ai requisiti necessari alla partecipazione all'associazione

stessa;

c) agli standard qualitativi e di qualificazione professionale

che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell'esercizio

dell'attivita' professionale ai fini del mantenimento dell'iscrizione

all'associazione;

d) alle garanzie fornite dall'associazione all'utente, tra cui

l'attivazione dello sportello di cui all'art. 2, comma 4;

e) all'eventuale possesso della polizza assicurativa per la

responsabilita' professionale stipulata dal professionista;

f) all'eventuale possesso da parte del professionista iscritto di

una certificazione, rilasciata da un organismo accreditato, relativa

alla conformita' alla norma tecnica UNI.

2. Le attestazioni di cui al comma 1 non rappresentano requisito

necessario per l'esercizio dell'attivita' professionale.

Art. 8

Validita' dell'attestazione

1. L'attestazione di cui all'art. 7, comma 1, ha validita' pari al

periodo per il quale il professionista risulta iscritto

all'associazione professionale che la rilascia ed e' rinnovata ad

ogni rinnovo dell'iscrizione stessa per un corrispondente periodo. La

scadenza dell'attestazione e' specificata nell'attestazione stessa.

2. Il professionista iscritto all'associazione professionale e che

ne utilizza l'attestazione ha l'obbligo di informare l'utenza del

proprio numero di iscrizione all'associazione.

Art. 9

Certificazione di conformita'

a norme tecniche UNI

1. Le associazioni professionali di cui all'art. 2 e le forme

aggregative di cui all'art. 3 collaborano all'elaborazione della

normativa tecnica UNI relativa alle singole attivita' professionali,

attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici

o inviando all'ente di normazione i propri contributi nella fase

dell'inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima

consensualita', democraticita' e trasparenza. Le medesime

associazioni possono promuovere la costituzione di organismi di

certificazione della conformita' per i settori di competenza, nel

rispetto dei requisiti di indipendenza, imparzialita' e

professionalita' previsti per tali organismi dalla normativa vigente

e garantiti dall'accreditamento di cui al comma 2.

2. Gli organismi di certificazione accreditati dall'organismo unico

nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008

del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono

rilasciare, su richiesta del singolo professionista anche non

iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformita' alla

norma tecnica UNI definita per la singola professione.

Art. 10

Vigilanza e sanzioni

1. Il Ministero dello sviluppo economico svolge compiti di

vigilanza sulla corretta attuazione delle disposizioni della presente

legge.

2. La pubblicazione di informazioni non veritiere nel sito web

dell'associazione o il rilascio dell'attestazione di cui all'art. 7,

comma 1, contenente informazioni non veritiere, sono sanzionabili ai

sensi dell'art. 27 del codice del consumo, di cui al decreto

legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

Art. 11

Clausola di neutralita' finanziaria

1. Dall'attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, comma 4, e 10 non

devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello

Stato. Il Ministero dello sviluppo economico provvede agli

adempimenti ivi previsti con le risorse umane, strumentali e

finanziarie disponibili a legislazione vigente.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita

nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 14 gennaio 2013

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei

Ministri

Visto, il Guardasigilli: Severino

 

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