O-Tolidina
Utilizzo in sicurezza

Paolo Besati Azienda ospedaliera “Maggiore della Carità” Novara
Reparto Nefrologia e Dialisi Prof. G. Verzetti

Premessa
L'acquisizione di una mentalità volta ad operare in sicurezza, sia da parte del datore di lavoro che da parte del lavoratore, è condizione indispensabile per il rispetto delle norme. Se tale mentalità sarà acquisita, si realizzeranno condizioni in cui il lavoro sarà ordinato, proficuo, efficiente e sicuro. E' opportuno che negli ambienti ospedalieri, dove operano varie figure con conoscenze e professionalità diverse, ci si preoccupi dell'aspetto antinfortunistico dell'educazione. La raccolta di raccomandazioni che qui seguono vuole anche essere un tentativo di focalizzare l'attenzione degli operatori su questo aspetto dell'attività professionale.

Obbiettivo
L'obbiettivo di questo lavoro è di fornire indicazioni su quali usi possono avere le sostanze cancerogene e in quali settori produttivi possono essere impiegate; vengono anche riportate le norme specifiche, in particolare riguardo ai limiti o divieti di utilizzazione, per le sostanze per cui esiste una normativa italiana o della CEE. Si tratta di dati raccolti da letteratura scientifica pubblicata in merito, che può contenere lacune, talvolta non essere più attuale o non essere sufficientemente specifica rispetto alla situazione italiana, è comunque una indicazione di base che può essere utile e sulla quale lavorare in futuro per renderla più attuale e specifica. Strumenti indispensabili, come base, per la individuazione delle sostanze cancerogene all'interno dei luoghi di lavoro per l'attuazione del D.Lgs. 626 sono: etichetta e schede dei dati di sicurezza, ovviamente i dati di composizione riportati sull'etichetta e sulle schede dei dati di sicurezza servono nel caso di composti chimici utilizzati come materie prime. Le frasi associate al rischio cancerogeno ai sensi del D.Lgs.626 sono: R45 ed R49, in relazione alla Direttiva 67/548/CEE, sulla "classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi". Deve essere riportato in etichetta il nome chimico della sostanza "pura" alla quale, nell'Allegato I (alla Direttiva 67/548/CEE), è associata una di queste due frasi di rischio. Nel caso di preparati devono essere riportati in etichetta i nomi delle sostanze che fanno sì che al preparato siano associate le frasi R45 o R49 (cioè sostanze componenti cancerogene in percentuale maggiore o uguale allo 0.1 %, salvo le eccezioni riguardanti i limiti di concentrazione riportate in Allegato I ). Le schede dei dati di sicurezza devono contenere questi stessi dati relativi alla composizione chimica, e altre notizie (16 voci) e in forma più esplicativa, devono essere aggiornate sia sulla base delle nuove conoscenze scientifiche e tossicologiche, sia qualora cambi la composizione dei preparati, e devono essere fornite agli utilizzatori professionali al massimo al momento delle prima fornitura e ogni qualvolta si ritenga necessario Alcuni rilevanti articoli della normativa vigente (DL 626/94)

ARTICOLO 2
I destinatari della disciplina prevenzionistica, sia quella vigente che quella introdotta con il DL 626/94 e modificata e integrata con DL 242/96, sono definiti all'art. 2:

  1. lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. Sono equiparati gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari, i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici;
  2. datore di lavoro: qualsiasi persona fisica o giuridica o soggetto pubblico che è titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore e abbia la responsabilità dell'impresa ovvero dello stabilimento. Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei solo casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale;
  3. servizio di prevenzione e protezione dai rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali, ovvero unità produttiva;
  4. medico competente: medico in possesso di uno dei seguenti titoli:
    1. specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o specializzazioni equipollenti;
    2. docenza o libera docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro;
    3. autorizzazione di cui all'art. del DL 15/08/91, n°ree; 176; 277;
  5. responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona designata dal datore di lavoro in possesso di attitudini e capacita adeguate;
  6. rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona, ovvero persone, elette o designate per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e sicurezza durante il lavoro.

ARTICOLO 3
L'art. 3, stabilisce le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori:

  1. valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza;
  2. eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo;
  3. riduzione dei rischi alla fonte;
  4. programmazione della prevenzione;
  5. sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
  6. rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e quello ripetitivo;
  7. priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  8. limitazione al minimo del numero di lavoratori che sono, o che possono essere esposti al rischio;
  9. utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici, sui luoghi di lavoro;
  10. controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifici;
  11. allontanamento del lavoratore dall'esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la sua persona;
  12. misure igieniche;
  13. misure di protezione collettiva ed individuale;
  14. misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;
  15. uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
  16. regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;
  17. informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti, sulle questioni riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro;
  18. istruzioni adeguate ai lavoratori.

ARTICOLO 4
Il datore di lavoro, il dirigente ed il preposto che esercitano, dirigono o sovrintendono le attività indicate all'art. 1, devono, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze:

  1. attuare le misure di sicurezza previste dal presente decreto;
  2. rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza norme e misure di prevenzione;
  3. disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi loro a disposizione.

ARTICOLO 5
Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza, della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possano ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. In particolare i lavoratori:

  1. osservano le misure disposte dal datore di lavoro, ai fini della sicurezza individuale e collettiva;
  2. usano con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro;
  3. segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o ai preposti, le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a conoscenza, si adoperano direttamente in caso di urgenza e nell'ambito delle loro competenze e possibilità, ad eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli;
  4. evitano di rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di sicurezza e di protezione senza averne ottenuta 1' autorizzazione;
  5. evitano di compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza propria e di altre persone.

ARTICOLO 18
In tutte le aziende è eletto o designato il rappresentante per la sicurezza. I lavoratori mediante il rappresentante per la sicurezza hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

ATICOLO 21
Informazione dei lavoratori
Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione su:

  1. i rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia
  2. i pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei prepa rati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica

ARTICOLO 41
Obbligo di uso dei DPI
I DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

Impariamo a leggere le etichette

Simboli di Pericolosità
Esplosivo (E)
Pericolo:
Questo simbolo indica prodotti che possono esplodere in determinate condizioni.
Precauzioni:
Evitare urti, attriti, scintille, calore.
Comburente (O)
Pericolo:
Sostanze ossidanti che possono infiammare materiale combustibile o alimentare incendi già in atto rendendo più difficili le operazioni di spegnimento.
Precauzioni:
Tenere lontano da materiale combustibile.
Estremamente infiammabile (F+)
Pericolo:
Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 0°C e con punto di ebollizione/punto di inizio dell'ebollizione non superiore a 35°C.
Precauzioni:
Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.
Pericolo:
Sostanze gassose infiammabili a contatto con l'aria a temperatura ambiente e pressione atmosferica.
Precauzioni:
Evitare la formazione di miscele aria-gas infiammabili e tenere lontano da fonti di accensione.
Facilmente infiammabile (F)
Pericolo:
Sostanze autoinfiammabili. Prodotti chimici infiammabili all'aria.
Precauzioni:
Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.
Pericolo:
Prodotti chimici che a contatto con l'acqua formano rapidamente gas infiammabili.
Precauzioni:
Evitare il contatto con umidità o acqua.
Pericolo:
Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 21°C.
Precauzioni:
Tenere lontano da fiamme libere, sorgenti di calore e scintille.
Pericolo:
Sostanze solide che si infiammano facilmente dopo breve contatto con fonti di accensione.
Precauzioni:
Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.
Molto Tossico (T+) e Tossico (T)
Pericolo:
Sostanze molto pericolose per la salute per inalazione, ingestione o contatto con la pelle, che possono anche causare morte. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali, ripetute o prolungate.
Precauzioni:
Evitare il contatto, inclusa l'inalazione di vapori e, in caso di malessere, consultare il medico.
Nocivo (Xn)
Pericolo:
Nocivo per inalazione, ingestione irreversibili da esposizioni
Precauzioni:
Evitare il contatto, inclusa consultare il medico.
Corrosivo (C)
Pericolo:
Prodotti chimici che per contatto distruggono sia tessuti viventi che attrezzature.
Precauzioni:
Non respirare i vapori ed evitare il contatto con la pelle, occhi ed indumenti.
Irritante (Xi)
Pericolo:
Questo simbolo indica sostanze che possono avere effetto irritante per pelle, occhi ed apparato respiratorio.
Precauzioni:
Non respirare i vapori ed evitare il contatto con pelle.

Pericoloso per l'ambiente (N)
Pericolo:
Sostanze nocive per l'ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l'ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera) o che a lungo termine hanno effetto dannoso.
Precauzioni:
Non disperdere nell'ambiente.


Classificazione R

  • R1 Esplosivi allo stato secco
  • R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione
  • R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione
  • R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili
  • R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento
  • R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria
  • R7 Può provocare un incendio
  • R8 Può provocare l'accensione di materiali combustibili
  • R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili
  • R10 Sostanza con punto di infiammabilità compreso fra 21°C e 25°
  • R11 Solidi che infiammano a contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o consumarsi anche dopo l'allontanamento di tale sorgente
  • R12 Liquidi con punto infiammabilità minore di 0°C e punto di ebollizione minore o uguale di 35 gradi.
  • R13 Gas che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l'aria.
  • R14 Sostanza che reagisce violentemente con l'acqua
  • R15 Sostanza che a contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili (almeno 1 l/kg/h)
  • R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti
  • R17 Sostanza che spontaneamente si infiamma all'aria
  • R18 Durante l'uso può formare con l'aria miscele esplosive/infiammabili
  • R19 Può formare perossidi esplosivi
  • R20 Nocivo per inalazione
  • R21 Nocivo a contatto con la pelle
  • R22 Nocivo per ingestione
  • R23 Tossico per inalazione
  • R24 Tossico a contatto con la pelle
  • R25 Tossico per ingestione
  • R26 Molto tossico per inalazione
  • R27 Molto tossico a contatto con la pelle
  • R28 Molto tossico per ingestione
  • R29 A contatto con l'acqua libera gas tossici
  • R30 Sostanza che può divenire facilmente infiammabile durante l'uso
  • R31 A contatto con acidi libera gas tossici
  • R32 A contatto con acidi libera gas molto tossici
  • R33 Pericolo di effetti cumulativi
  • R34 Provoca ustioni
  • R35 Provoca gravi ustioni
  • R36 Irritante per gli occhi (notevoli lesioni entro 72h - persistenza 24h)
  • R37 Irritante per le vie respiratorie
  • R38 Irritante per la pelle (esposizione 4h - durata sintomi 24h)
  • R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi
  • R40 Possibilità di effetti irreversibili
  • R41 Rischi di gravi lesioni oculari (gravi lesioni entro 72h - persistenza 24h)
  • R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione
  • R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
  • R44 Rischio d i esplosione per riscaldamento in ambiente confinato
  • R45 Può provocare il cancro
  • R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
  • R48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata. Nocivo per ingestione, inalazione o per contatto con la pelle.
  • R49 Può provocare il cancro per inalazione
  • R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici
  • R51 Tossico per gli organismi acquatici
  • R52 Nocivo per gli organismi acquatici
  • R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
  • R54 Tossico per la flora
  • R55 Tossico per la fauna
  • R56 Tossico per gli organismi del terreno
  • R57 Tossico per le api
  • R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente
  • R59 Pericoloso per lo strato di ozono
  • R60 Può ridurre la fertilità
  • R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati
  • R62 Possibile rischio di ridotta fertilità
  • R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
  • R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno
Classificazione S
  • S1 Conservare sotto chiave
  • S2 Conservare fuori della portata dei bambini
  • S3 Conservare in luogo fresco
  • S4 Conservare lontano da locali di abitazione
  • S5 Conservare sotto ... (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante)
  • S6 Conservare sotto ... (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante)
  • S7 Conservare il recipiente ben chiuso
  • S8 Conservare al riparo dall'umidità
  • S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato
  • S12 Non chiudere ermeticamente il recipiente
  • S13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande
  • S14 Conservare lontano da ... (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore)
  • S15 Conservare lontano dal calore
  • S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare
  • S17 Tenere lontano da sostanze combustibili
  • S18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela
  • S20 Non mangiare né bere durante l'impiego
  • S21 Non fumare durante l'impiego
  • S22 Non respirare le polveri
  • S23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosoli (termine/i appropriato/i da precisare da parte del produttore)
  • S24 Evitare il contatto con la pelle
  • S25 Evitare il contatto con gli occhi
  • S26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medico
  • S27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati
  • S28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con ... (prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante)
  • S29 Non gettare i residui nelle fognature
  • S30 Non versare acqua sul prodotto
  • S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche
  • S35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni
  • S36 Usare indumenti protettivi adatti
  • S37 Usare guanti adatti
  • S38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto
  • S39 Proteggersi gli occhi/la faccia
  • S40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto usare ... (da precisare da parte del produttore)
  • S41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi
  • S42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto (termine/i appropriato/i da precisare da parte del produttore)
  • S43 In caso di incendio usare ... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare " Non usare acqua")
  • S45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta)
  • S46 In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostragli il contenitore o l'etichetta
  • S47 Conservare a temperatura non superiore a ...ºC (da precisare da parte del fabbricante)
  • S48 Mantenere umido con ... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante)
  • S49 Conservare soltanto nel recipiente originale
  • S50 Non mescolare con ... (da specificare da parte del fabbricante)
  • S51 Usare soltanto in luogo ben ventilato
  • S52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati
  • S53 Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso
  • S56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzati S57 Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale
  • S59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio
  • S60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi
  • S61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materia di sicurezza
  • S62 In caso di ingestione non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta
ORTO-TOLUIDINA C7H9N CAS 119-93-7.
''Ammina aromatica del Gruppo I serie l"
Riporto qui di seguito la descrizione degli usi che può avere la sostanza cancerogena riportata nel 19° e 20° adeguamento (Allegato I) della CEE, viene qui trattata la sostanza cancerogene elencata e classificata in questi adeguamenti dell'Allegato I, in qualche modo citate nella letteratura consultata.

o-TOLIDINA - SOLUZIONE ACQUOSA 0.1%
Usata per la produzione di coloranti e come indicatore in saggi chimici (es. per analisi del sangue e per la determinazione colorimetrica del cloro nell'acqua). E' largamente usata per produrre coloranti per tessuti e pigmenti ottenuti dalla copulazione della base tetrazotata con fenoli e ammine. Anche i sali della o-Tolidina vengono usati per produrre coloranti per stoffe e pigmenti (Fonte NJ e IARC). Restrizioni e limiti : Circolare n° 46 del 12/6/79 del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale su :"Normativa tecnica generale per la prevenzione dei rischi da ammine aromatiche nelle industrie" (DPR 19/3/56 n° 303); All. 1 della circolare sulle Ammine Aromatiche alloca la o-Tolidina (3,3'-dimetil-4,4'-diamminobifenile) al Gruppo I serie III

  • gruppo I : ammine aromatiche che, dalla revisione dei dati esistenti nella letteratura, hanno dimostrato attività cancerogena e che, di conseguenza, vanno trattate come tali dal punto di vista delle misure prevenzionali e protettive;
  • - serie III : comprende i composti in cui la cancerogenicità è stata evidenziata in più esperimenti su una specie di mammiferi.

Lettura dell'etichetta, "Frasi di rischio"

  • R22 nocivo per ingestione
  • R45 può provocare il cancro
  • R51 tossico per gli organismi acquatici
    R53 può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
  • S45 in caso di incendio usare ... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua")
  • S53 evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso
  • S61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materia di sicurezza

Proprietà chimiche e fisiche

  • Aspetto: liquido
  • Colore: incolore
  • Odore: inodore
  • Punto di ebollizione: ca 100°C
  • Densità relativa: ca 1.01 g/ml (20°C)
  • Solubilità in acqua: completamente miscibile
  • Solubilità solventi: solubile in alcooli

Tossicità
Principale organo bersaglio il rene e vie urinarie nausea vomito, cefalea, ipotensione coma se ingerita potenziale assorbimento per via cutanea sintomo precoce: cianosi da formazione di metaemoglobina tossicità acuta: DL50 (ing.ratto)= 670 mg/kg. Cancerogenicità: ACGIH A3 (riconosciuto su animale, rilevanza non nota per l'uomo), IARC 2B (probabile per l'uomo) animali: mutagena e cancerogena uomo: evidenze che indicano la potenzialità di tale sostanza di indurre tumori alla vescica l'effetto cancerogeno non è dose dipendente

Prevenzione
Precauzioni individuali: Indossare guanti ed indumenti protettivi. Stivali e grembiule in caso di grossi sversamenti. Precauzioni ambientali: Contenere le perdite con terra o sabbia. Se il prodotto, in quantità pericolosa, è defluito in un corso d'acqua, in rete fognaria o ha contaminato il suolo o la vegetazione, avvisare le autorità competenti. Metodi di pulizia: Raccogliere il prodotto per il riutilizzo, se possibile, o per l'eliminazione. Se il prodotto è liquido o in soluzione assorbirlo con materiale poroso, inerte. Ridurre al minimo l'esposizione durante l'uso di routine e in caso di incidente. Sorveglianza sanitaria periodica (Dlgs 626/94) Registro degli esposti (Dlgs 626/94), Scheda di utilizzo al fine di aggiornare periodicamente il registro Divieto di esposizione al rischio della donna in gravidanza

Informazioni tossicologiche essenziali
Il prodotto, come soluzione acquosa molto diluita, deve essere considerato dotato di tossicità sistemica molto bassa, sia in caso di sovraesposizione acuta sia per quanto riguarda gli effetti a lungo termine. Praticamente assente il potere irritante. Il soluto è una Ammina Aromatica, classificata dalle corrispondenti Circolari del Ministero del Lavoro Italiano come appartenente al gr. I°, serie III°, quindi un prodotto ad elevato rischio cancerogeno per l'uomo (tumori alla vescica). Sporadici casi di effetti sensibilizzanti a carattere cutaneo. Classificazione IARC gr. 2b: il prodotto deve essere considerato un possibile cancerogeno per l'uomo. Il soluto risulta positivo in alcuni test di mutagenesi. Nessuna evidenza per azione sulla riproduzione. Effetti sull'uomo: Sintomi per sovraesposizione acuta: Per ingestione: irritazione vie digerenti, bruciori, nausea, vomito, ipermotilità intestinale, diarrea. Per inalazione: trattandosi di una soluzione acquosa la probabilità di assimilazione per questa via deve essere ritenuta molto bassa. Tenere presente la possibile volatilità residua del soluto o formazione di aerosol in caso di sviluppo di gas. Azione sul sangue: anemia, metaemoglobinemia, cianosi. Per contatto: nessun particolare effetto localizzato o sistemico. Potere irritante: Non reperite informazioni specifiche. Il prodotto deve essere considerato praticamente privo di potere irritante. Per ammine,in particolare aromatiche, nitroderivati e nitrili organici si ha facile penetrazione attraverso la cute integra con dolori ai fasci muscolari nella zona di assorbimento, rapida entrata in circolo, azione metaemoglobinizzante (anemia, cianosi). Sensibilizzazione: Da osservazioni su soggetti esposti professionalmente sono stati evidenziati effetti sensibilizzanti prevalentemente a carico della cute (rash, orticaria, dermatiti, eczema, dermatiti eczematose). Fenomeni sporadici riscontrati in soggetti particolarmente predisposti. Tossicità cronica: Il prodotto deve essere considerato dotato di tossicità cronica di media entità. Per la sua natura di Ammina aromatica - o assimilabile per somiglianza di effetti biologici - il prodotto determina effetti sul sangue con iniziale metaemoglobinemia (cianosi), seguita da danni irreversibili agli eritrociti, emolisi, anemia, epossiemia. Cancerogenesi: Il prodotto viene considerato come probabile agente cancerogeno. Classificazione IARC Gruppo 2b: il prodotto deve essere considerato un possibile cancerogeno per l'uomo (animali: sufficiente evidenza - uomo: dati inadeguati) Tossicità sperimentale: Tutte le informazioni di tossicità sperimentale sono riferite, se non altrimenti indicato, al prodotto anidro in caso di sali idrati, al prodotto indicato come soluto in caso di soluzioni o al sale con lo ione indicato in caso di acidi o basi. Tossicità acuta: LD50 orale/ratto: 404 mg/kg Cancerogenesi: ratti, via cutanea e sottocutanea, tumori punto di applicazione e organi di senso. Mutagenesi: positivo in alcuni test. Altre segnalazioni: Il prodotto non contiene altre sostanze con una rilevanza tossicologica particolare. Sostanze da evitare: Il prodotto è in soluzione acquosa e non deve essere mescolato senza cautela con altri prodotti reattivi con acqua. Ossidanti forti o perossidi.

Informazioni ecologiche
Il prodotto si suppone facilmente degradabile per effetto dell'aria e della luce. Ecotossicità: Non reperiti dati sperimentali. Utilizzare secondo le buone pratiche lavorative, evitando di disperdere il prodotto nell'ambiente

Rilevazione residui di cloro con l'utilizzo di Ortotolidina

Generalità
L'utilizzo dell'Ortotolidina determina la presenza sia del cloro libero che del cloro combinato nell'acqua in esame.

Principio del metodo
Il metodo si basa sulla formazione di un composto colorato in presenza di sostanze ad azione ossidante. Nel nostro caso, il cloro attivo è in grado di trasformare, per le sue caratteristiche ossidanti, l'ortotolidina, incolore, in un composto il cui valore varia dal giallo paglierino al rosso sangue, in relazione alla concentrazione di cloro attivo presente nel liquido che circola nel monitor di dialisi.

Campionamento
I risultati più attendibili nel testaggio del cloro attivo si ottengono su campioni prelevati di fresco, in quanto il contenuto di tale sostanza tende a variare sensibilmente in seguito a facile perdita.

Procedimento
Prima di effettuare il testaggio attenersi scrupolosamente a quanto disposto dal servizio di sicurezza e prevenzione delle reciproche aziende. (Vedi Allegato 1) La determinazione del cloro attivo si effettua su 20 ml di campione aggiungendo circa tre gocce di ortotolidina. In questo modo è possibile determinare la presenza di cloro nel liquido che vogliamo testare.

Principali fonti bibliografiche:

  1. NIOSH: Registry of Toxic Effects of Chemical Substances 1997
  2. Sittig: Handbook of Toxic and Hazardous Chemicals and Carcinogens
  3. Verschueren: Handbook of Environmental Data on Organic chemicals.
  4. (Classificazione di legge)
  5. D.P.R. 303/56 (Controlli sanitari):
  6. Voce 35 per addetti alle lavorazioni tabellate.
  7. D.P.R. 482/75 e succ. modifiche (Assicurazione obbligatoria):
  8. Voce 34 - malattie da ammine aromatiche

L'utilizzatore è tenuto ad assicurarsi dell’idoneità e completezza di tali informazioni in relazione all'utilizzo specifico che ne deve fare.

Allegato 1
A titolo di esempio Protocollo operativo elaborato da Dr. Ing. Teresa Marchetti Dr. Franca Barbic servizio di prevenzione e protezione dai rischi“Az.Osp. Maggiore della Carità Novara”

POSTO DI LAVORO
Banco di lavoro con superficie lavabile e protezione in plexiglas trasparente da collocare in locale laboratorio vicino al lavandino Porta provette da 30 in plastica Provette normali con tappo Dovrà essere a disposizione del personale, presso il luogo di lavoro, copia della scheda di sicurezza del prodotto

PROCEDURA DI UTILIZZO
La manipolazione della sostanza deve essere limitata agli operatori che hanno ricevuto adeguata formazione Deve essere utilizzato il minimo quantitativo possibile di sostanza Il materiale deve essere manipolato con cautela, al fine di evitare spandimenti Il personale addetto deve utilizzare camice a maniche lunghe od, in alternativa, guanti “lunghi” in dotazione Posizionare il telino doppio assorbente sul tavolo Utilizzare il flacone contagocce per versare l’O-Toluidina nelle provette contenute nel porta provette posizionato sul banco di lavoro dietro alla protezione in plexiglas Smaltire telino e materiale contaminato (compresi i contenitori vuoti anche se in vetro) nel contenitore per rifiuti tossici
Lavarsi accuratamente le mani a fine lavoro

MODALITA’ DI STOCCAGGIO
I flaconi di O-Toluidina devono essere posizionati sul vassoio in acciaio inox con funzione di bacino di contenimento in caso di rottura dei flaconi
Devono essere tenuti lontano da fonte di calore, in ambiente ventilato e in prossimità del luogo di utilizzo (sotto il banco)

MATERIALE DI EMERGENZA DA TENERE A DISPOSIZIONE
Acido acetico al 5%, 1 litro Sabbia, un sacchetto da 5 kg HCl diluito Paletta di plastica, scopino e stracci monouso Mascherina (del tipo in uso per antiblastici) Camice monouso in TNT Cuffia Soprascarpe Guanti

PROCEDURE DI PRIMO SOCCORSO. CONTATTO CUTANEO ACCIDENTALE:
Immediato allontanamento indumenti contaminati Detersione delle parti colpite con acqua, poi con soluzione di acido acetico al 5% e poi di nuovo con acqua e sapone INALAZIONE ACCIDENTALE DI ELEVATE QUANTITA’: Portare l’intossicato all’aria aperta e rivolgersi al Pronto Soccorso CONTATTO CON MUCOSA OCULARE ACCIDENTALE Sciacquare abbondantemente con acqua

INTERVENTI DI EMERGENZA (SPANDIMENTI ACCIDENTALI)
In caso di spandimenti accidentali (sul pavimento) DI PICCOLE QUANTITA’: indossare indumenti protettivi (camice in TNT monouso, mascherina, guanti, soprascarpe e cuffia del kit di emergenza), utilizzare sabbia miscelata con acido cloridrico diluito per neutralizzare l’O-Toluidina, successivamente lavare con acqua e smaltire il materiale raccolto, compresi gli stracci utilizzati per il la vaggio del pavimento nel contenitore per i rifiuti tossici DI GRANDI QUANTITA’: allontanare il personale dal locale, impedire l’accesso ai non autorizzati, avvisare il Servizio di Prevenzione e Protezione e la Direzione Sanitaria per l’attivazione della squadra di emergenza

GRAVIDANZA
Il personale in stato di gravidanza dovrà essere interdetto dall’utilizzo di O-Toluidina da parte del Datore di lavoro.

REGISTRO DEGLI ESPOSTI
Secondo la normativa vigente deve essere istituito ed aggiornato dal Datore di lavoro (in termini di personale esposto al rischio compreso neoassunti, licenziati, cambi di mansione). A ciascun esposto viene fornita una scheda di utilizzo, sulla quale riportare i quantitativi di prodotto utilizzato, da consegnare al Medico Competente in occasione della visita medica periodica al fine di aggiornare il registro degli esposti.

INTEGRAZIONE DELLA SORVEGLIANZA SANITARIA
Quale unica integrazione all’attuale piano di sorveglianza sanitaria si prevede di introdurre il dosaggio della metaemoglobina in occasione dei controlli periodici già previsti per il personale.


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