IICorsoFormazione2004

Certificazione della qualità degli interventi.
Ing. Paolo Zavarini (Parma)
Nuove acquisizioni in tema di monitoraggio in real-time della seduta dialitica.
Pierpaolo Manzini (Hospal)
Nuove terapie in dialisi.
Dr. Cristian Bergamini (Bellco)
Biosensori in dialisi ... Quali prospettive future?
Dr. Roberto Stocco (Fresenius)
La plasmafiltrazione a cascata
Roberto Baldini (B. Braun Carex spa)
Arena: evoluzione di un rene artificale
Riccardo Cipolla (Baxter)
Nuove soluzioni per l’impianto dell’acqua per dialisi.
Claudio Scannavacca (Calligan Italiana spa)
Stato dell'arte nella produzione di acqua per emodialisi.
Claudio Frasca (Farmacastelli)
Apparati per dialisi. Acqua, aria e superfici: qualità microbiologica
Emanuela Biffi (Biolab spa Vimodrone)

Certificazione della qualità degli interventi
Ing. Paolo Zavarini (Parma)


In molte strutture ospedaliere non si è ancora standardizzata né la metodologia di lavoro né si sono definite le modalità operative di ogni reparto né l’operatività e metodiche attribuite ad ogni persona e nemmeno le responsabilità precise che competono a ciascuna persona. Approfondisci >>

Nuove acquisizioni in tema di monitoraggio in real-time della seduta dialitica
Pierpaolo Manzini (Hospal)


Le apparecchiature disponibili oggi sono dotate spesso di biosenbsori o di dispositivi di biofeedback che rendono il trattamento maggiormente tollerabile, più efficace ma anche di complessità superiore. Purtroppo molte informazioni utili sono perdute al termine della seduta dialitica, quando l’apparecchiatura è spenta o impegnata in fasi accessorie come la disinfezione; a ciò va aggiunto la constatazione che in corso di dialisi spesso non c’è il tempo necessario a trascrivere i dati o per valutare le utili informazioni offerte dalla sensoristica. Da questo punto di vista l’informatica risulta essere di estrema utilità per monitorare, acquisire e conservare un patrimonio di informazioni che permette di approfondire la conoscenza del paziente, della terapia e della risposta fisiologica del primo; quindi è possibile adeguare ulteriormente la prescrizione allo stato reale del paziente. Approfondisci >>

Nuove terapie in dialisi
Dr. Cristian Bergamini (Bellco)

Sono trascorsi ormai alcuni decenni dalle prime sedute dialitiche su pazienti affetti da IRC (insufficienza renale cronica), ed in questi anni abbiamo assistito ad un cambiamento sostanziale del mondo della dialisi. I dati più recenti confermano che l’età anagrafica dei pazienti uremici cronici in trattamento emodialitico si sta progressivamente innalzando; d’altra parte l’età media della popolazione, soprattutto nei paesi a sviluppo avanzato, sta progressivamente aumentando. Secondo l’USRDS (United States Renal Data System) nel 2001 la popolazione ultrasessantacinquenne in ESRD (End Stage Renal Disease) è stata di 46000 pazienti, e la previsione per il 2010 è di 85000 pazienti. Questo andamento è confermato dal trend europeo in linea con quello degli USA. Approfondisci >> 

Biosensori in dialisi ... Quali prospettive future?
Dr. Roberto Stocco (Fresenius)


Possiamo indubbiamente affermare che l’evoluzione tecnologica dei monitor per emodialisi si è adeguata, in maniera piuttosto coerente, al mutare nel tempo delle esigenze nel campo del trattamento dell’insufficienza renale. Prima degli anni settanta il monitor per emodialisi era sostanzialmente composto da un sistema a pompa peristaltica per la gestione della circolazione ematica extracorporea, con ricircolo della soluzione dializzante. Negli anni settanta, alla necessità di rendere disponibile il trattamento dialitico ad un numero sempre maggiore di pazienti, la ricerca rispondeva con sistemi in grado di produrre in maniera centralizzata il bagno di dialisi, che poi veniva distribuito direttamente alle postazioni dialitiche presenti nel centro. Approfondisci >>

La plasmafiltrazione a cascata
Roberto Baldini (B. Braun Carex spa)


La prima apparecchiatura per aferesi fu progettata nel 1962 dalla IBM in collaborazione con il NCI di Bethesda (USA). Il primo prototipo a centrifuga venne utilizzato per la rimozione di globuli bianchi. Questa applicazione diede il via allo sviluppo dei separatori cellulari a centrifuga e segna una data storica unanimemente riconosciuta. Per la verità la prima testimonianza dell’utilizzo di una metodica plasmaferetica nell’uomo risale al 1930 quando Soloman e Fahey utilizzarono questo principio per trattare la sindrome da iperviscosità (macroglobulinemia di Waldenstrom) rimuovendo il plasma del paziente e reinfondendo una soluzione salina isotonica. Approfondisci >>

Arena: evoluzione di un rene artificale
Riccardo Cipolla (Baxter)

Parlare oggi di monitors per dialisi, a più di 60 anni di distanza dalla nascita della prima macchina, significa  dare per scontato tutta una serie di requisiti tecnici in materia di sicurezza e di accessoristica, che  garantiscono lo svolgimento della seduta dialitica in maniera assolutamente fisiologica. E’ infatti indispensabile che  il sistema riesca a riprodurre esattamente i parametri di prescrizione indicati dal personale medico, che  riduca al minimo o  prevenga le complicanze intradialitiche, limiti l’insorgenza di errori umani e permetta un intervento rapido e sicuro da parte degli operatori sanitari. Approfondisci >> 

Nuove soluzioni per l’impianto dell’acqua per dialisi
Claudio Scannavacca (Calligan Italiana spa)


La qualità degli impianti di trattamento e produzione acqua per emodialisi, è giunta ad un livello decisamente elevato, ma come in tutti i settori è sempre possibile fare meglio. Oggi il meglio si ottiene non solamente dalla semplice costruzione dei vari componenti costituenti il sistema dialisi, che peraltro sono soggetti a specifiche normative, ma anche da tutta quella parte di accessori e controlli che servono a gestire tutta la centrale di trattamento acqua. Approfondisci >>

Stato dell'arte nella produzione di acqua per emodialisi
Claudio Frasca (Farmacastelli)

Un paziente sottoposto al trattamento di dialisi ogni anno è costretto a stare a stretto contatto con un notevole quantitativo di acqua, questo dovuto anche a nuove metodiche di dialisi. Questo ci indica l’importanza  e la  necessità di mettere a disposizione del paziente un acqua estremamente pura sia sotto il profilo chimico che batteriologico. Questa necessità ha portato le principali aziende produttrici di apparecchiature emodialitiche a prestare sempre maggior attenzione a questo aspetto. A tale scopo Farmacastelli e B. Braun, azienda leader nel settore della dialisi, hanno avviato una collaborazione volta a fornire all’utilizzatore finale un sistema completo ed integrato. Applicando nuove tecnologie e materiali pregiati, atossici e biocompatibili, sugli impianti per la produzione di acqua purificata hanno portato ad utilizzare impianti ad osmosi inversa. Oggi la quasi totalità dei trattamenti dialitici viene eseguito con acqua prodotta con Osmosi inversa. Approfondisci >>

Apparati per dialisi. Acqua, aria e superfici: qualità microbiologica
Emanuela Biffi (Biolab spa Vimodrone)

Le cause che intervengono nelle infezioni sono molteplici e complesse: sono coinvolte il personale sanitario,il paziente, la strumentazione,l'acqua,l'aria e l'ambiente;ciascuno con proprio ruolo:sorgente o fonte dell'infezione,oggetto dell'infezione,vie di trasmissione. Trattandosi di rischio infettivo è di fondamentale importanza conoscere la catena epidemiologica per intervenire strategicamente allo scopo di interromperla. Approfondisci >>

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