IVCorsoFormazione2006

Utilizzo e controllo di una fonte naturale: l’acqua
Dr.sa Caterina Canavese - Novara
Impianto di trattamento acque.
Ing. Lucio Attolini - Mantova
Impianto trattamento delle acque: quale materiale utilizzare.
Dr. Michele Giannattasio – Putignano
Procedure per la certificazione di qualità di un impianto di trattamento dell’acqua per la dialisi.
Giuliano Pacor - Trieste
Criteri di gestione delle acque purificate nelle attività farmaceutiche e loro trasferibilità nelle attività emodialitiche.
Dr. Dario Pistolesi - Milano,
Ottimizzazione dei consumi energetici in un impianto ad osmosi inversa moderno.
Claudio Burchielli - Viareggio
Dialisi: rapporti di responsabilità. Profili e prospettive.
Avv.ssa Raffaella Balducci – Ascoli Piceno
La gestione dell’accesso vascolare in dialisi.
Dr.ssa Mariangela La Volpe Putignano
La preparazione del dializzatore
Claudio Squarcia – Ascoli Piceno
I trattamenti on-line.
Dr.ssa Adriana Anelli - Milano
Defibrillazione durante seduta dialitica.
Ing. Daniele Perin - Trieste

Utilizzo e controllo di una fonte naturale: l’acqua
Dr.sa Caterina Canavese - Novara

Perché la composizione dell’acqua ha un ruolo cruciale per tutti gli esseri viventi sulla terra, come ben dimostrato fin dai tempi delle  famose 10 piaghe d’Egitto, ameno 6 delle quali sono oggi ritenute secondarie  a  contaminazione dell’acqua del Nilo da parte di tossine letali prodotte da cianoficee, alle epidemie di gastroenteriti ed epatiti tossiche mortali soprattutto nei bambini per l’uso di acqua potabili contaminate da fioriture di batteri produttori di neurotossine , alle morie di animali che si abbeverano in fiumi coperti da estesi cuscini algali flottanti in tutte le parti del pianeta. Le acque destinate all’uso umano devono essere controllate per quel che riguarda tutti i possibili contaminanti e soddisfare requisiti di purezza chimica e microbiologica. Esistono dei gradi diversi di purezza in rapporto all’utilizzo dell’acqua: il massimo grado di purezza è richiesto per l’acqua “sterile” da usare per soluzione endovenosa, il minimo per l’acqua di uso industriale. Gradi intermedi sono rappresentati dall’acqua per uso potabile e dall’acqua purificata come solvente e veicolo per farmaci. Approfondisci >>


Impianto di trattamento acque.
Ing. Lucio Attolini - Mantova

Generalità
L’impianto di trattamento e distribuzione dell’acqua in dialisi è costituito dall’insieme dei dispositivi che trasformano l’acqua grezza in acqua idonea per il trattamento dialitico dei pazienti. I parametri di qualità dell’acqua devono rientrare nei limiti batteriologici e chimici previsti dall’AAMI nel protocollo WQD [1]. L’impianto di trattamento e di distribuzione inoltre dovrà garantire nel tempo i parametri iniziali di qualità, d’osservabilità, di controllabilità e di manutenibilità. L’impianto di trattamento dell’acqua è a sua volta diviso in impianto di pretrattamento ed impianto di dissalazione. Approfondisci >>


Impianto trattamento delle acque: quale materiale utilizzare.
Dr. Michele Giannattasio – Putignano

Nel concetto di biocompatibilità del trattamento sostitutivo extracorporeo attualmente si tende ad includere tutte le componenti che entrano in gioco nel corso della seduta emodialitica, dall’interfacciamento sangue/superfici (filtro in tutte le sue componenti e linee ematiche), alla qualità dell’acqua prodotta per la preparazione delle soluzioni dializzanti, ai liquidi di reinfusione per la dialisi on-line. Un trattamento emodialitico corretto non può prescindere da un’adeguata qualità dell’acqua, che servirà alla produzione della soluzione dializzante, sia dal punto di vista della composizione chimica sia da quello della sicurezza batterica e pirogenica. Una volta prodotta acqua che soddisfi gli standard internazionali (Tab. I), essa deve essere distribuita nel punto di impiego alla velocità di flusso ed alla pressione richieste dall’apparecchiatura di dialisi senza degradarne la qualità. Approfondisci >>

 
Procedure per la certificazione di qualità di un impianto di trattamento dell’acqua per la dialisi.
Giuliano Pacor - Trieste


Parlare di qualità e certificazione in campo sanitario è ormai argomento comune e diffuso specie negli ultimi 10-15 anni di storia del S.S.N. Molto si è fatto e molto si sta facendo per migliorare la qualità dei servizi sanitari, pubblici e privati; recente ed attuale è il percorso dell'accreditamento che prevede per le Strutture Sanitarie complesse e non di ottenere l'autorizzazione all'attività valutandone i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi (D.L. n. 502 del 30 Dic. 1992): in tale decreto, infatti, negli articoli 10 e 14 si prevede “la verifica e la revisione della qualità delle prestazioni come metodo adottato in via ordinaria”. Approfondisci >>

 
Criteri di gestione delle acque purificate nelle attività farmaceutiche e loro trasferibilità nelle attività emodialitiche.
Dr. Dario Pistolesi - Milano

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Ottimizzazione dei consumi energetici in un impianto ad osmosi inversa moderno.
Claudio Burchielli - Viareggio

“Il trattamento dell’acqua per la dialisi è un aspetto molto delicato nell’ambito delle attività dialitiche. Innanzi tutto perché dall’acqua possono venire pericoli anche molto gravi per i pazienti, in secondo luogo perché gli operatori dei centri di dialisi si trovano nella peculiare posizione di non essere, in questo caso, solo gli esecutori di una complessa tecnologia attraverso apparecchiature e strumenti prodotti da terzi, ma di essere anche produttori di un liquido di dialisi che è un mezzo di primaria importanza , della cui qualità sono tenuti a rispondere. Il fatto è oltremodo critico perché, a fronte di questa responsabilità, i medici che gestiscono i centri di dialisi non dispongono che molto raramente delle risorse necessarie per esprimere un corretto controllo di qualità sul prodotto. Per questi motivi non ci si stancherà di ripetere quanto sia importante un corretto sistema gestionale del trattamento dell’acqua, fatto di ben specifiche attribuzioni di responsabilità nell’ambito del personale medico, infermieristico e tecnico, di una sorveglianza sistematica e severa, di una manutenzione condotta in modo professionale e di continui rapporti con le autorità locali che hanno in tutela le acque per uso domestico e sanitario”. (da: E. Putrella, Il trattamento dell’acqua in dialisi, in Trattato Italiano di Dialisi”, Maggio 1990). Approfondisci >>


Dialisi: rapporti di responsabilità. Profili e prospettive.
Avv.ssa Raffaella Balducci – Ascoli Piceno

Nel parlare della figura del tecnico di emodialisi, il primo punto essenziale da chiarire è che a tutt’oggi, non c’è ancora una soluzione alla annosa problematica del riconoscimento giuridico di tale categoria professionale. Approfondisci >>


La gestione dell’accesso vascolare in dialisi.
Dr.ssa Mariangela La Volpe Putignano

La dialisi e’ un trattamento necessario in pazienti portatori di una di queste tre patologie:

  • Insufficienza renale acuta ( I.R.A)
  • Insufficienza renale cronica ( I.R.C.)
  • Avvelenamenti

Nell’ I.R.A. occorre un accesso vascolare temporaneo e di utilizzo immediato. Si ricorre pertanto ai cateteri venosi centrali ( CVC) temporanei posizionati in :

  • V. Giugulare interna
  • V. Femorale
  • V. Succlavia.
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La preparazione del dializzatore
Claudio Squarcia – Ascoli Piceno

La dialisi è una metodica che sostituisce in parte la funzionalità renale. Viene eseguita quando i valori ematici di alcune sostanze tossiche raggiungono limiti non accettabili alla sopravivenza, minacciata anche da un aumento della ritenzione idrica. Le due metodiche utilizzate a tale scopo sono la peritoneo dialisi e la dialisi extracorporea. Quest’ultima, detta anche emodialisi, viene eseguita tramite una membrana semipermeabile dove a flussi contraposti avviene il passaggio ematico da un lato ed il liquido di dialisi dall’altro. Tramite principi chimico-fisici avviene l’allontanamento dell’acqua in eccesso e la depurazione delle sostanze tossiche. La quantità e la qualità di questo trattamento dialitico é direttamente proporzionale al flusso sangue ed alle specifiche tecniche depurative della membrana utilizzata. Trascurando in questa sezione la quantità del flusso sangue e la qualità dell’accesso vascolare, andiamo ad individuare l’importanza della preparazione del dializzatore, escludendo la tipologia della membrana e della metodica dialitica. Approfondisci >>


I trattamenti on-line.
Dr.ssa Adriana Anelli - Milano

Il numero delle molecole che vengono aggiunte alla lista delle tossine uremiche si accresce progressivamente con il progredire della ricerca; molte di queste sono fortemente implicate nella morbidità cardiovascolare dei pazienti in trattamento dialitico. La patologia cardiovascolare ha una incidenza nettamente superiore nella popolazione in dialisi rispetto alla popolazione generale ed appare essere la causa di morte in circa il 50% dei pazienti dializzati. Approfondisci >>


Defibrillazione durante seduta dialitica.
Ing. Daniele Perin - Trieste

Fisiologia del cuore
Il cuore è una pompa costituita da quattro camere: atrii e ventricoli. L'atrio destro riceve il sangue venoso dalle vene cava superiore e inferiore e lo pompa nel ventricolo destro sottostante che, a sua volta, contraendosi spinge il sangue verso i polmoni ove avviene l'ossigenazione. Il sangue ossigenato ritorna nell'atrio sinistro, spinto successivamente nel ventricolo sinistro che permette, grazie alla sua contrazione, la distribuzione a partire dall'aorta nell'organismo umano. Le contrazioni ritmiche del muscolo cardiaco sono comandate da un segnale elettrico generato da un gruppo di cellule specializzate localizzate sul cuore tra le due vene cave; tale gruppo di cellule è chiamato nodo senoatriale (nodo SA). L'attività del nodo è spontanea, genera un treno di impulsi la cui frequenza è funzione della richiesta di sangue dall'apparato muscolare e da altri stimoli che provengono dal bulbo. Approfondisci >>

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